Psystar dovrà cessare le sue attività

Pystar Apple

Sembra sia giunta al capolinea la vicenda Psystar: dopo il tentativo di stipulare un accordo con Apple, volto ad evitare il fallimento, Apple ha infine vinto definitivamente la causa.

Secondo quanto deciso dal giudice William Alsup, Psystar dovrà cessare completamente le attività che violano i diritti di Apple (e ciò comprende, naturalmente anche la distribuzione del software Rebel EFI) entro il 31 dicembre (ma è invitata a farlo da subito) e risarcire Cupertino per 2.675.000 dollari.

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Psystar firma un accordo con Apple

Psystar

L’azienda più discussa del Web, Psystar, ha dichiarato di aver firmato un accordo preliminare con Apple per cessare la distribuzione di normali PC con Mac OS X preinstallato. La società, tuttavia, è intenzionata ad escludere da ogni clausola il proprio software Rebel Efi che, come ovvio, permetterebbe all’utente di installare autonomamente Snow Leopard sul proprio computer.

Psystar, quindi, non ha intenzione di cedere facilmente né alle decisioni dei giudici né agli attacchi di Apple. L’azienda sembra orientata a giocare ogni carta a sua disposizione per evitare il preannunciato fallimento.

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Psystar voleva piazzare sul mercato 12 milioni di cloni

Psystar

Mentre Cupertino sferra un nuovo attacco alla famosa società produttrice di Mac-cloni, alcune indiscrezioni in rete svelano i piani che Psystar si era prefissata per conquistare il mercato. L’azienda avrebbe voluto distribuire più di 12 milioni di hackintosh, tuttavia le recenti cause legali ne dichiareranno, probabilmente, il fallimento.

Psystar aveva fissato per 2011 la deadline per il raggiungimento dei propri obiettivi: entro quella data, la società avrebbe soddisfatto più di 12 milioni di utenti. La realtà dei fatti, tuttavia, è ben lontana dal raggiungere una predizione così esegerata: fino ad oggi son stati venduti 768 computer con Mac OS X preinstallato.

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La vicenda Psystar continua a tener banco

Psystar

Pochi giorni fa, vi abbiamo avvisato della vittoria di Apple nella causa legale che la vedeva opposta a Psystar: la corte ha vietato a quest’ultima di distribuire Hackintosh con preinstallato il sistema operativo targato mela. Cupertino, evidentemente, non si è accontentata della decisione dei giudici e ha presentato una nuova ingiunzione volta a richiedere la completa chiusura della società antagonista.

Secondo Apple, il comportamento di Psystar avrebbe creato ingenti danni al mercato Mac, quantificabili in 2,1 milioni di dollari. Cifre insostenibili per l’azienda clone, dotata di un asset di soli 55.000 dollari. Questo procedimento si traduce, di conseguenza, nella sopracitata richiesta di chiusura dell’azienda.

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Apple vince la causa contro Psystar

Psystar

Una delle maggiori cause nella storia di Apple è finalmente giunta al termine: Cupertino ha vinto la propria battaglia contro Psystar, la società informatica balzata agli onori di cronaca per aver immesso sul mercato dei Mac-cloni.

Psystar è stata accusata di violazione del copyright, in particolare perché, per poter installare Mac OS X su normali PC, gli sviluppatori della società hanno modificato parte del codice originario del sistema operativo. Questo procedimento, oltre che a violare la proprietà intellettuale del software, arreca danni al business di Cupertino.

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Psystar fa causa ad Apple anche per Snow Leopard

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La scorsa settimana Psystar, la più nota e controversa società produttrice di cloni Mac, ha intentato causa contro Apple per la seconda volta. Il motivo, tanto per cambiare, è il legame coatto e artificioso che Apple creerebbe tra hardware e software.

La questione starebbe nel diritto (tutto da dimostrare) di Psystar di acquistare copie originali di Snow Leopard sul libero mercato e di installarle sulle macchine che vende. E l’accusa verso Cupertino è sempre quella di agire in regime di monopolio:

Legando il suo sistema operativo all’hardware di marca Apple, Apple trattiene il commercio dei computer su cui gira Mac OS X, detiene rendite monopolistiche sui Macintosh e monopolizza l’intero mercato dei computer ad alto valore. Le quote di Apple nel mercato dei computer premium (computer cioè che costano più di $1.000) è attualmente al 91%.

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