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Gianluca Bragagnolo -
Giovedì 10 Giugno 2010 alle 10:46

Un grave e inaspettato problema di sicurezza ha colpito Apple e il colosso delle telecomunicazioni statunitensi AT&T. Con un meccanismo molto semplice basato sulla forza bruta, fino a poco tempo fa un malintenzionato poteva ottenere infatti indirizzi mail e ID degli iPad di migliaia di utenti, tra cui nomi davvero grossi.
Il gruppo alla base della scoperta si fa chiamare Goatse Security, e attraverso un semplice script è riuscito a ottenere qualcosa come 114.000 indirizzi mail e relativi ICC-ID, o “integrated circuit card identifier”, cioè il numero usato dai gestori per identificare ogni SIM e abilitarla ai servizi. E in loro aiuto sono venuti gli utenti stessi, postando centinaia di foto sul Web in cui espongono con eccessiva leggerezza i dati delle proprie SIM (ecco un esempio su Flickr). Con queste poche informazioni, e inviando una richiesta opportunamente confezionata ai server AT&T liberamente accessibili su Internet, ogni volta che si indovinava un seriale realmente esistente, si otteneva in risposta tutti i dati relativi a quell’utente.
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Marco Grigis -
Giovedì 20 Maggio 2010 alle 15:10

Giunge dagli Stati Uniti una curiosa notizia, tra l’inverosimile e il comico: una donna ha cercato di citare in giudizio Apple, chiedendo un risarcimento di 60 milioni di dollari a Cupertino. La motivazione? Secondo l’utente, Apple cercherebbe di monitorare costantemente la vita dei propri clienti e, tale paura, ha generato talmente tanta ansia nella donna da impedirle una normale vita online.
Leslie Carr, questo il nome dell’utente iperapprensiva, avrebbe dichiarato di aver subito un vero proprio trauma, così come riportato da Reuters. Secondo Leslie, Apple avrebbe organizzato una fitta rete di dipendenti, incaricati di spiare, controllare e monitorare la vita delle persone al di là degli schermi.
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Vito Pietrafesa -
Martedì 20 Maggio 2008 alle 08:05
Questo post è dedicato a chi deve usare spesso memorie USB o anche lettori MP3 anche per scambiare file da sistemi Mac a sistemi Windows o Linux: chi si trova in questa situazione si trova spesso il dispositivo USB pieno di file nascosti con estensione DS_Store.
Si tratta di file creati dal Finder (in ogni directory) con lo scopo di tenere traccia di alcune informazioni quali la dimensione e la dimensione delle finestre, le icone o i commenti; come molti sapranno, il punto davanti al nome rende il file nascosto.
Perché volerli eliminare? Innanzitutto perché quando si collega il dispositivo USB su Windows o Linux i file diventano visibili (e possono essere davvero tanti dato che ne esiste uno per ogni cartella) e sicuramente fastidiosi.
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Stefano Cocco -
Mercoledì 21 Novembre 2007 alle 16:17

Ieri sul sito uneasysilence.com è stata pubblicata una notizia che ha molto preoccupato i possessori presenti e futuri dell’iPhone:
[..] Hidden in the code of the “Stocks” and “Weather” widgets is a string that sends the IMEI of your phone to a specialized URL that Apple collects. When the widgets perform a query an IMEI is handed off to Apple’s servers:
dgw?imei=%@&apptype=finance [..]
Secondo questa notizia nel codice di alcuni widget dell’iPhone sarebbe presente una stringa che invia il codice IMEI dell’apparecchio e informazioni sull’applicazione usata a un indirizzo della Apple.
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Vito Pietrafesa -
Martedì 9 Ottobre 2007 alle 08:58
In Mac OS X ci sono tante piccole applicazioni, a volte nascoste o dimenticate, davvero molto utili. Una di queste è Accesso Portachiavi (Keychain Access), che possiamo trovare nella cartella Utility (che, di solito è posizionata all’interno della cartella Applicazioni).
Di solito interagiamo con il Portachiavi quando, un’applicazione ci chiede se vogliamo memorizzare le informazioni di login; come vedremo, l’applicazione può essere aperta anche indipendentemente e può risultare molto utile.
Ma cosa permette di fare Portachiavi? Fondamentalmente 3 cose:
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Vito Pietrafesa -
Mercoledì 26 Settembre 2007 alle 16:45
Delle ottime capacità di Mac OS X di tenerci al riparo da attacchi esterni, abbiamo già parlato. Sappiamo anche che, allo stato attuale, non esistono virus né tanto meno spyware in grado di insediarsi nel nostro sistema.
Allora perché volerlo rendere ancora più sicuro? Semplice: quando si parla di sicurezza, non ci si riferisce esclusivamente a qualcosa che “può mandare in tilt” un computer. Il concetto è ben più ampio e si estende anche alla riservatezza e protezione dei dati e delle informazioni.
In questo ambito, per un Mac-user, i pericoli maggiori vengono proprio dai propri comportamenti. Ecco dunque qualche consiglio per rendere il proprio Mac più sicuro (soprattutto se viene spesso utilizzato in luoghi pubblici).
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