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Marco Grigis -
Venerdì 9 Luglio 2010 alle 10:30

Una recente ricerca, basata sul listino prezzi dell’operatore statunitense Best Buy, ha messo in evidenza come gran parte dei modelli della linea MacBook si trovino ai primi posti della classifica dei laptop più costosi. Su circa 200 diversi computer portatili, quasi tutte le soluzioni Apple sono comprese fra le prime dieci posizioni della classifica. E non è tutto: il podio spetta proprio al più completo dei MacBook Pro, dal modico prezzo di 2.229 dollari.
Appresi questi dati, sembra lecito chiedersi se le soluzioni portatili di Cupertino non siano troppo costose rispetto alle proposte dei competitor: tra il notebook Windows più caro, l’Alienware M15X, e MacBook Pro 17 vi sono 300 dollari di differenza.
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Marco Grigis -
Martedì 6 Luglio 2010 alle 12:48

iPhone 4 è un dispositivo non solo all’avanguardia tecnologica, nonostante i problemi di ricezione, ma ovviamente anche un device orientato al design. È innegabile, infatti, come Apple abbia improntato la propria filosofia anche sulla cura dell’estetica, così da rendere i propri prodotti veri e propri oggetti di culto.
Per chi non si accontenta dei materiali di costruzione di ultima generazione, tra cui ad esempio le cover nella speciale vetroceramica ultraresistente, arrivano in soccorso i produttori terzi: perché accontentarsi di un comune melafonino quando lo si può avere tempestato di diamanti?
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Marco Grigis -
Martedì 6 Luglio 2010 alle 10:56

Mentre Steve Jobs cerca di minimizzare l’imbarazzo sui problemi di iPhone 4, c’è un concorrente che esulta per le scelte strategiche di Cupertino: stiamo parlando di Lenovo, l’azienda di prodotti informatici orientata soprattutto al settore asiatico.
Secondo Lenovo, Apple starebbe dimostrando un serio disinteresse nei confronti del mercato cinese e, per questo, indirettamente sancirebbe la fortuna di Lenovo. Il CEO della società, Liu Chuanzhi, ha quindi manifestato tutto il proprio entusiasmo al Financial Times. Il dubbio che, tuttavia, abbia fatto il passo più lungo della gamba è sicuramente lecito.
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Martedì 29 Giugno 2010 alle 10:35

La polemica ha sempre accompagnato l’esistenza di App Store, dati i criteri piuttosto curiosi che lo staff Apple utilizzerebbe per approvare, o rifiutare applicazioni sul proprio negozio virtuale. C’è chi, tuttavia, si è spinto addirittura oltre: Google. I software pensati per Android, infatti, potranno essere cancellati da remoto dai telefoni degli utenti, su decisione insindacabile di bigG.
Le ragioni che porterebbero ad un simile intervento d’urto andrebbero a coprire quella zona grigia della sicurezza, spesso utilizzata come pretesto per altri scopi. Le applicazioni, infatti, dovrebbero essere attentamente vagliate prima di apparire sullo store Android, di conseguenza è difficile credere che si possano rivelare dannose per l’utente dopo il via libera di bigG.
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Martedì 29 Giugno 2010 alle 09:00

Una volta erano i diamanti, oggi sono i telefoni: stiamo parlando delle nuove guerre minerarie che, come ormai triste consuetudine, sottomettono le popolazioni dei paesi più poveri, quali ad esempio il Congo. A portare la vicenda agli onori di cronaca è Nicholad D. Kristof, giornalista del The New York Times, il quale accusa le aziende più importanti del settore: Intel, RIM e ovviamente Apple.
Le tre società sarebbero colpevoli di alimentare, a causa dei loro prodotti tecnologici di consumo, una vera e propria guerra sociale in Congo per l’acquisizione di un prezioso minerale, il tantalio, un superconduttore largamente utilizzato in computer, smartphone e console di gaming.
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Venerdì 25 Giugno 2010 alle 12:44

Lo stile per l’advertising targato Apple è spesso geniale, ma altrettanto sovente esagerato. Ne è un valido esempio l’ultimo filmato di presentazione del nuovo iPhone 4, dove le varie caratteristiche vengono presentate quasi in tono mistico. Feature narrate che, tuttavia, non costituiscono un’innovazione assoluta per il mercato: basti pensare alla doppia fotocamera che, già da diversi anni, è presente sui più svariati smartphone. Certo, forse Cupertino riesce a sbaragliare la concorrenza in termini di qualità, ma non sempre si posiziona sul punto più alto del podio dell’innovazione.
Per questo, negli ultimi giorni stanno spopolando in rete le più svariate parodie con l’obiettivo dichiarato, oltre di strappare un sorriso, di ridimensionare l’hype Apple attorno al nuovo melafonino.
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Marco Grigis -
Venerdì 25 Giugno 2010 alle 11:15

Il 26% degli iPhone in circolazione si è guastato dopo solo due anni di utilizzo. Nel leggere questa notizia, a essere maligni verrebbe da pensare che i contratti biennali stipulati da Apple con gli operatori abbiano una durata tutt’altro che casuale.
In questo caso, però, non è fondamentale scoprire le strategie di marketing di Cupertino, quanto concentrarsi su un dato di estrema rilevanza: il tasso di durata di iPhone è ben sotto la media di mercato. Il melafonino, di conseguenza, si configurerebbe come un dispositivo decisamente fragile, forse poco adatto all’uso quotidiano.
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Marco Grigis -
Giovedì 24 Giugno 2010 alle 08:36

I dissapori tra Apple e Adobe rischiano di assumere toni epici, con quest’ultima restia ad accettare il laconico responso di Steve Jobs: Flash Player non sarà mai implementato sui dispositivi mobili Apple. In questi mesi sono state rilasciate le più svariate motivazioni e sono trapelate dichiarazioni al fulmicotone, il tutto però sfociato in un nulla di fatto.
La questione, tuttavia, sarebbe molto semplice: Flash Player si dimostra su Mac come un software davvero pesante, con performance al limite della tollerabilità hardware anche per la visualizzazione di banali banner pubblicitari. Nemmeno l’ultimo upgrade del plugin Adobe è riuscito a rimuovere il problema del surriscaldamento e della CPU prossima al 100% delle risorse.
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Mercoledì 23 Giugno 2010 alle 11:30

Prima dell’avvento di iPhone e Android, Java è stata la leader incontrastata delle applicazioni mobili: l’era del gaming portatile, seppur di limitata qualità e di bassa portata, è stata proprio inaugurata da Java Mobile Edition.
Con l’introduzione delle applicazioni per iPhone, nel 2008, Apple ha cambiato le carte in tavola: il proprio App Store ha subito sbaragliato la concorrenza di Java, fornendo un’esperienza di gioco portatile senza precedenti. E con l’arrivo di Android sul mercato, si è segnata la possibile deadline per le ormai poco attraenti app JME.
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Marco Grigis -
Giovedì 17 Giugno 2010 alle 14:00

Le regole di ammissione a App Store, ormai è cosa nota, sono decisamente rigide e, nemmeno troppo tempo fa, Steve Jobs ha ribadito il proprio secco rifiuto per qualsiasi materiale in odor di pornografia. Vi sarebbero, tuttavia, alcune eccezioni e l’ultima di queste non ha fatto altro che generare fitte polemiche.
Cupertino ha recentemente approvato la presenza del The Sun su iPad. Fin qui, nulla di speciale: come tutti gli editori, anche questa testata ha voluto prendere parte alle innovazioni del tablet targato Mela. Vi è chi fa notare, tuttavia, come le pagine del The Sun mostrino senza troppe remore donne nude e materiale non adatto ai minori, forse non in atteggiamenti propriamente pornografici, ma comunque pensati per un pubblico adulto.
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Mercoledì 16 Giugno 2010 alle 09:00

James Joyce è stato sicuramente un autore visionario per i propri tempi, tanto da superare spesso le convenzioni e la morale comune della società in cui viveva. Ma che fosse addirittura più all’avanguardia di Steve Jobs non sembrava possibile. L’opera a fumetti dell’Ulisse, il capolavoro dello scrittore, è stata censurata da App Store. Motivazione? Una vignetta dove si nota il seno in vista di una donna.
Il progetto si chiama “Ulysses Seen“, è stato realizzato dall’illustratore Robert Berry, e si propone di rendere l’opera di Joyce alla portata di tutti, attraverso un linguaggio universale quale quello del fumetto. La trasposizione in disegno, tuttavia, non può prescindere dalla narrazione originale e, per questo motivo, vi possono essere temi considerati osceni dal ben poco tollerante staff di App Store.
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Marco Grigis -
Martedì 15 Giugno 2010 alle 14:26

C’è chi le adora e chi, invece, ormai non sa più come liberarsene. Stiamo parlando delle vuvuzela, le tipiche trombette africane che vengono suonate in continuazione durante questi Mondiali di calcio. Paragonate da alcuni a veri e propri sciami di api, e superiori in decibel a un aereo in fase di decollo, le vuvuzela sono le vere protagoniste, forse in negativo, della Coppa del Mondo.
Per questo, non stupisce come siano le applicazioni più gettonate su App Store: i melauser di tutto il mondo stanno prendendo d’assalto iTunes per avere la propria copia delle simpatiche app che riproducono il suono di queste caratteristiche trombette.
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Giovedì 3 Giugno 2010 alle 12:39

La poca chiarezza sull’approvazione delle applicazioni in App Store è ormai cosa nota: diverse app per iPhone sono state cancellate senza alcuna apparente giustificata motivazione, vanificando così gli sforzi degli sviluppatori. Ultima vittima di App Store è MyFrame, un software che trasforma iPad in una cornice digitale, con informazioni quali l’orario e il meteo.
Dopo essere stata approvata tempo fa, e addirittura dopo aver ottenuto il benestare da Apple per successivi upgrade, l’app MyFrame è stata repentinamente eliminata dallo store targato mela. La motivazione ufficiale di Apple è la volontà di eliminare dalla distribuzione tutte le “widget application“, anche se sotto questa definizione potrebbero ricadere le più svariate app.
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Marco Grigis -
Giovedì 3 Giugno 2010 alle 10:38

In questi giorni, Apple è sotto la lente d’ingrandimento dei media, date le vicende che la vedono coinvolta. Steve Jobs ha voluto rilasciare alcune dichiarazioni in una conferenza durata circa 90 minuti, la All Things D, esplicitando parte delle strategie in programma per Cupertino, tra cui spiccano i rapporti con Google, Adobe, Foxconn e, non ultimo, il leak di iPhone 4G.
Per prima cosa, Apple non sarebbe intenzionata ad attaccare Google sul versante delle ricerche online. Google rimarrà il motore di ricerca di iPhone:
Solo perché siamo in competizione con qualcuno non significa che dobbiamo essere maleducati.
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Marco Grigis -
Martedì 1 Giugno 2010 alle 09:13

L’indiscrezione trapelava da diverso tempo e non aveva mancato di sollevare il dibattito, anche fra i nostri lettori. Ora uno studio ufficiale di CommSec lo conferma: iPad è più caro in Europa rispetto ad altri paesi del mondo, in primis gli Stati Uniti.
L’indice analizzato da CommSec segue l’evoluzione dei prezzi del tablet di Cupertino in 10 nazioni diverse, tra cui Germania, Francia, Svizzera, Stati Uniti, Gran Bretagna, Giappone, Canada, Austrialia, Spagna e, ovviamente, Italia. Lo studio dei prezzi, che tiene conto dell’andamento delle varie monete e delle tassazioni nazionali, dimostrerebbe che in Europa iPad costa dai 20 ai 25 punti percentuali in più rispetto agli Stati Uniti, territorio dove il tablet si rivela più conveniente.
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