I professionisti IT chiedono i Mac

Mac Server virtualizza Windows Server

Che professionisti e creativi di tutto il mondo siano più inclini ad utilizzare la piattaforma Mac a supporto del proprio lavoro, è ormai noto.

Quello che ancora non sapevamo è quanto i computer Apple siano utilizzati sempre più anche all’interno di ambienti in cui l’informatica non solo la si usa, ma la si crea.

Datacenter o infrastrutture CED di aziende più o meno grandi, sistemisti e manager IT, secondo una ricerca effettuata da Yankee Group, ritengono più produttivo utilizzare i computer di casa Apple.

I dati della ricerca, per quanto puramente indicativi, riportano le esperienze di 750 dirigenti IT senior, constatando un aumento del 33% nell’utilizzo della piattaforma Mac per gli anni che vanno dal 2006 al 2008.

Gli utilizzi più proficui, sempre secondo Yankee Group, rientrano in tutti in settori di produzione: da quello desktop, nel quale si riscontrano minor problemi (e quindi costi) di gestione, a quello server, dove è possibile erogare anche servizi normalmente non disponibili su questo tipo di hardware, tramite un utilizzo intelligente delle recenti tecnologie di virtualizzazione.

Un particolare alquanto curioso, è l’opinione di uno dei più importanti sostenitori della causa del software libero, Brian Fox, CEO di Okori Group che ritiene di aver trovato nei Mac una maggiore coesione tra client e server, e un’interfaccia per la gestione semplice e intuitiva, senza rinunciare ai potenti strumenti messi a disposizione da uno dei migliori sistemi Unix al mondo.

Commenti

  1. [1]

    Nel mio piccolo faccio parte di quei professionisti IT che sono passati al Mac anche sul lavoro.
    Mi occupo principalmente di consulenza nell-ambito del software per ingegneria e insustria chimica e oil&gas ma anche di sviluppo softare in ambiente windows e, ovviamente, la piattaforma di riferimento e Microsoft (2003 server sui server e XP sui cliient).
    Bene, ho virtualizzato i mio vecchio notebook ASUS co vmware converter e ho comprato un macbook pro unibody. Grazie a Fusion (la versione di vmware workstation per Mac os X) Microsoft Office per Mac, Remote desktop connection riesco a fare tutto quello che faccio prima, addirittura meglio.
    Provare per credere

  2. [2]

    Seig. Carmelo, grazie per il commento e per aver letto l’articolo.

    Davvero molto interessante quello che lei ha fatto. Ha preso un computer esistente e lo ha virtualizzato all’interno di un nuovo MacBook.

    Naturalmente tutto ciò comporta un notevole risparmio e a questo punto sarebbe interessante sapere che tipo di MacBook lei ha comprato, con quali caratteristiche e se nota alcuni limiti nell’utilizzo di Windows in modo non nativo.

    Grazie

    Riccardo

  3. [3]

    Riccardo,
    il mio e’ un macbook pro 15″ con 4Gb di RAM e 320 Gb di HD.
    Finora non ho avuto alcun problema nell’utilizzo di windows “emulato”.
    Un consiglio che posso darle e’ di non risparmiare con la RAM, magari scelga un HD meno capiente ma sicuramente 4GB di RAM ci vogliono per poter usare windows al meglio.
    Io di solito assegno 2Gb (o 3, secondo le applicazioni che devo usare) alla VM con windows.
    Un’altra ipotesi e’ quella di utilizzare Bootcamp e il dual boot, che funziona egregiamente (l’ho provato personalmente con windows XP).
    Saluti

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