iPhone è anche un ottimo ebook-reader

Stanza, un’applicazione per la lettura di libri in formato elettronico, non è nella Top 10 delle applicazioni gratuite più scaricate, ma con i suoi 395.000 download (che, secondo Forbes continuano a crescere al ritmo di 5.000 al giorno) rende iPhone più utilizzato di Kindle per la lettura degli ebook.

Secondo Forbes, attualmente ci sono in circolazione 380.000 dispositivi Kindle e questo dato dà ragione a chi dice che iPhone è il dispositivo più utilizzato per la lettura degli ebook.

In realtà queste cifre dovrebbero essere valutate con una certa attenzione: mentre Kindle è un dispositivo fisico, acquistato esclusivamente da chi vuole un ebook reader, Stanza è un software e non è detto che il numero di download corrisponde all’effettivo numero di utilizzatori (c’è chi lo scarica tanto per provarlo o anche chi lo scarica più di una volta).

Il successo di Stanza, però, conferma ancora una volta l’eccezionale versatilità del melafonino e, ad ogni modo, se il numero di download continua a crescere con questo ritmo, si potrà davvero decretare il successo rispetto a Kindle.

Va precisato che, mentre Kindle utilizza libri acquistabili tramite Amazon, i titoli disponibili con Stanza sono quelli di pubblico dominio (disponibili su iTunes Store o su siti specifici, come LiberLiber, in Italia): questo, unito agli accordi che gli sviluppatori di Stanza stanno stipulando con alcune case editrici (come spiega MacRumors) potrà davvero fare la differenza rispetto al lettore portatile di Amazon.

Commenti

  1. [1]

    Molto interessante, per altro la Bruno Editore ha messo a disposizione gratis gli ebook per Iphone:
    http://www.giacomobruno.it/ind.....o-editore/

  2. [2]

    Ottima segnalazione, Fabrizio, ma va precisato che c’è un solo titolo appositamente realizzato per iPhone (tra l’altro in omaggio con la loro applicazione su App Store).
    Gli altri titoli gratuiti (una ventina) sono ebook classici… bisognerebbe provarli sul melafonino per capire se la resa è buona.

  3. [3]

    Vito, sono d’accordo con te, spero che questo sia il primo passo. Almeno è la prima volta che un’azienda italiana si fa viva in un settore tecnologico in genere prettamente americano…

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